Parigi, 30 giu. (AdnKronos) – Un ‘no’ al referendum dei greci rappresenterebbe “un rifiuto dell’offerta degli altri 18 paesi dell’area dell’euro. Sarebbe allora molto difficile di riannodare i fili del dialogo politico. L’Eurogruppo ha chiaramente considerato che le proposte delle tre istituzioni (Commissione Ue, Bce e Fmi) erano al limite di quello che era accettabile”. Così, in un’intervista al quotidiano francese ‘Les Echos’, Benoit Coeuré, membro del direttorio della Bce, in merito alla situazione in Grecia.
A livello formale, sottolinea, “il programma di salvataggio si concluderà questa sera. Se la riposta al referendum sarà un ‘sì’ non ho dubbi che le autorità dell’area euro troveranno i mezzi per mantenere i loro impegni. La questione è politica. La risposta dipende dai greci”.
Per quanto riguarda l’esposizione della Bce alla Grecia, Coeuré spiega che “i prestiti alle banche greche ammontano a 116 miliardi di euro” ai quali si aggiungono i prestiti legati al programma di riacquisto dei debiti sovrani deciso nel 2010 che ammonta a “circa 20 miliardi di euro”.