Milano, 25 giu. (AdnKronos) – Innovazione, internazionalizzazione, diversificazione, managerializzazione e risorse umane. Sono questi i fattori che, dal 2007 ad oggi, secondo gli imprenditori, hanno maggiormente contribuito alla crescita delle aziende. Al contrario, i limiti allo sviluppo derivano per lo più da fattori esterni e non direttamente controllabili dalle imprese: burocrazia, complessità del quadro amministrativo, pressione fiscale, difficoltà di accesso al credito, sistema lavoro e posizionamento italiano nel contesto internazionale.
È quanto emerge dalla ricerca qualitativa condotta da Guido Corbetta, docente all’università Bocconi, nell’ambito dell’Osservatorio Assolombarda Bocconi che, tra ottobre 2014 e gennaio 2015, ha moderato otto focus group coinvolgendo imprenditori e manager di 51 medie imprese, manifatturiere e multinazionali, per le quali Assolombarda ha creato un acronimo ad hoc “M3”.
Duplice l’obiettivo: da un lato valorizzare le best practices facendo emergere le leve positive di sviluppo e, dall’altro, raccogliere gli elementi di criticità segnalati dalle aziende per sostenere in modo sempre più concreto e mirato la competitività e lo sviluppo del tessuto produttivo.