Roma, 16 giu. (AdnKronos) – “Il tavolo di confronto tra il governo e i sindacati sul tema delle pensioni è un fatto positivo”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. “Non si è trattato –spiega- di un incontro spot, ma dell’inizio di un dialogo che continuerà a luglio. È la strada giusta perché se non si valorizza il ruolo delle parti sociali si dà la stura alle rivendicazioni corporative più ingovernabili”.
“Come ha ricordato Poletti, nella Legge di stabilità si affronterà il tema della flessibilità del sistema pensionistico: si tratta di un argomento prioritario che vorremmo risolvere con le proposte del Pd depositate in commissione Lavoro. La principale consente di andare in pensione a partire dai 62 anni con 35 di contributi e l’8% di penalizzazione”, rileva Damiano.
“Proposta che non può essere liquidata, come ha fatto l’Inps, come un problema di costi che si scaricherebbero sulle giovani generazioni: al contrario, con la flessibilità si aiutano i giovani a entrare nel mercato del lavoro, a meno che non si vogliano aziende di settantenni. In secondo luogo, si diminuisce il numero dei poveri potenziali, cioè di coloro che sono rimasti senza lavoro e che debbono aspettare anche sei anni prima di poter andare in pensione. Oltre alla fredda aridità dei conti ogni tanto servirebbe anche qualche scelta politica sociale e lungimirante”, conclude Damiano.