(AdnKronos) – Come uscirne? Intanto, accettando la nuova realtà. E magari provare a divertirsi. “Il primo istinto quando hanno cambiato le regole -ammette- è stato quello di dire ‘arrivederci e grazie di tutto’. Ma Eduard Etzel diceva sempre che la vità non è aspettare che la tempesta passi, ma imparare a ballare sotto la pioggia”, dice riferendosi al suo psicologo in Usa, che cita Ghandi.
L’apprendimento è già cominciato: “In allenamento metto gli altoparlanti e riproduco il caos delle finali. In pratica sarà come allenarsi in una discoteca al poligono. Prima però mi prendo una pausa di due mesi”. Rio però non è così lontana. “Dopo la sosta io e Petra (la fidanzata e tiratrice Zublasing anche lei in gara a Baku, ndr) siamo stati invitati dalla nazionale giapponese: faremo un tour di tre settimane in cui ci confronteremo con le loro squadre giovanili”.
Poi, la preparazione vera e propria in Usa con la squadra americana. “Si riparte da zero ed è impossibile dire cosa succederà a Rio. Preparare bene un’Olimpiade è molto faticoso, però sono sicuro di volerlo fare. Poi ho vinto un argento qui e staccare con delle sensazioni positive è importante, non è che devo solo cancellare tutto. Rimane il dente avvelenato per l’ultimo colpo, ma fa anche un po’ bene perché non vedrò l’ora di tornare ad allenarmi”.