PECHINO – Due dipendenti dell'obitorio dell'ospedale universitario di Jining, nella regione di Shandong in Cina, sono stati arrestati in seguito al ritrovamento di 21 cadaveri di neonati in sacchi di plastica, avvenuto nei giorni scorsi nel fiume Guangfu. Secondo l'agenzia Nuova Cina, avevano raggiunto "un accordo privato" con i familiari dei piccoli per "disporre" dei cadaveri.
La polizia è giunta a loro grazie alle targhette identificative su alcuni corpi. Finora le autorità non hanno spiegato come siano deceduti i bambini, ma secondo la stampa cinese molti erano feti abortiti (anche a causa della legge nel Paese che impone alle coppie di avere un unico figlio) o bimbi morti per malattia subito dopo la nascita. Due dirigenti dell'ospedale universitario sono stati licenziati e il vice presidente è stato sospeso in seguito allo scandalo.
Secondo quanto spigato da alcuni responsabili di ospedali in diverse regioni della Cina generalmente i cadaveri vengono cremati come uso nel taoismo e nel buddhismo, ma spesso l'operazione costa cifre che molte famiglie cinesi non possono permettersi. Secondo l'accusa i due dipendenti dell'obitorio, Zhu Zhenyu e Wang Zhijun, avrebbero quindi lucrato sul compenso, contrattato a voce con le famiglie dei bambini morti, per provvedere alla loro sepoltura.
Secondo i media le due persone arrestate, "hanno portato segretamente i corpi al fiume Guangfu, ma non sono riusciti a seppellirli completamente". Le autorità locali hanno tuttavia escluso la possibilità che il fiume, che rifornisce d'acqua la città di Jining, sia inquinato.
Non è la prima volta che accade in Cina. L'anno scorso nella provincia di Hubei erano spuntati in un cantiere otto corpi di persone decedute in ospedale che nessuno aveva reclamato per diversi mesi. Commentando la vicenda, l'esperto di sanità pubblica Tan Xiaodong aveva spiegato che in Cina non esistono norme specifiche per gli ospedali sulla destinazione dei cadaveri non reclamati dalle famiglie.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign