(AdnKronos) – Non è da escludere allora che si tenti nuovamente di allargare l’accordo alla gran parte delle forze presenti in Parlamento, compresi quindi i Cinquestelle, ma a quel punto si potrebbe aspettare la fine del mandato di Napolitano, anche perchè così le candidature da assegnare diventerebbero tre. Certo, se nel frattempo si fosse abbassato il quorum per eleggere anche il successore di Mattarella, per tre votazioni resterebbe alto quello per il sostituto di Napolitano, ma in presenza di un accordo ampio e blindato si potrebbe anche riuscire ad avere una larga maggioranza per superare l’ostacolo o comunque per arrivare all’elezione subito dopo la pausa estiva.
Decisivo in questo senso il profilo dei futuri giudici sui quali si deciderà di puntare. Tecnici con legami comunque con la politica, come ad esempio Stefano Ceccanti e Augusto Barbera? Politici come Anna Finocchiaro e Francesco Paolo Sisto? Tecnici puri, come Franco Modugno, Silvia Niccolai e Felice Besostri indicati dai Cinquestelle? Nomi forti come quello di Franco Bassanini, dato in uscita dalla presidenza della Cassa depositi e prestiti, e Giorgio Spangher, già membro del Csm in quota Forza Italia?”
“Il M5S -annuncia Danilo Toninelli- è pronto ad eleggere un buon giudice. Gli altri no! Come già abbiamo fatto con l’elezione di Silvana Sciarra, anche stavolta chiediamo a Renzi: fuori i nomi. Solo ufficializzando i nomi con debito anticipo, ci sarà un dibattito aperto e trasparente su di loro e il M5S potrà, se non sono impresentabili, sottoporli al voto della rete”.