Roma, 8 giu. (AdnKronos) – “Vogliamo arrivare a fine legislatura, con un governo che vada lungo la strada giusta. E, allo stesso tempo, mettere mano seriamente al partito, partendo dalle regole e dalle primarie. Quanto è successo deve servirci di lezione”. Così l’ex segretario del Pd Guglielmo Epifani, in una intervista a Il Corriere della Sera.
“Il Pd ha tenuto, ma il campanello d’allarme non va sottovalutato. L’astensione sale per tutti e colpisce molto anche il Pd. Il problema non sono i numeri, è il rapporto col Paese e con l’elettorato del Pd ed è la qualità del cambiamento. Non si può -spiega Epifani- sempre procedere per strappi, sulla scuola ci giochiamo il rapporto con parti fondamentali del Paese. A forza di fare strappi si riduce il consenso”.
“La riforma della scuola è fondamentale, ma bisogna farla bene. Dividere la minoranza tra buoni e cattivi, dialoganti e gufi, è pura tattica, che non risolve i problemi indicati dal voto. Se vogliamo arrivare al 2018 dobbiamo andare oltre la tattica e le divisioni del Pd. Le riforme richiedono consenso e partecipazione democratica. Col Pd diviso -conclude Epifani- Renzi rischia di arrivare al 2018 indebolito. Renzi è il segretario di tutti, non di una parte. Tocca a lui proporre una strada al Pd”.