(AdnKronos) – “Ogni governo deve ricordarsi che il povero non protesta contro la fame che sente – dice Lula – e i governanti per questo devono destinare parte dei loro budget ai poveri altrimenti non riusciremo a sconfiggere la fame nel mondo”. Secondo l’ex presidente del Brasile “la Carta di Milano dà il suo contributo e mi auguro che questo documento – sottolinea – abbia ampia diffusione in tutto il mondo”.
Lula dice che “eliminare la fame nel mondo ed diventato il principale obiettivo del mio paese dopo l’elezione del 2003” e sottolinea come il più grande successo sia stato quello di aver fatto uscire il Brasile nel 2014 dall’elenco dei paesi che soffrono la fame nel mondo: “Farlo in un solo decennio – dice – è stato un grande risultato” raggiunto anche grazie agli aiuti pubblici verso i più poveri.
L’esperienza del Brasile, aggiunge Lula, insegna che per combattere la fame è necessario sostenere lo sviluppo delle “zone rurali” e aiutare “i piccoli agricoltori”. Per far questo è necessario “avere politiche di finanziamento per i paesi più poveri e adottare politiche di mercato più eque”, oltre agli indispensabili investimenti in tecnologia: “Negli ultimi 25 anni – conclude l’ex presidente – la produzione di grano è aumentata del 234% e l’area coltivata del 50%”, proprio grazie allo sviluppo della tecnica che limita anche la deforestazione.