Roma, 29 mag. (AdnKronos) – “Il segno ‘più’ fa il solletico alla crisi, fintanto che esisterà una ripresa, ammesso che lo sia, senza occupazione e senza adeguate politiche industriali”. Con queste parole il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, commenta i dati odierni dell’Istat e in particolare l’interpretazione che ne ha dato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
“Al premier, segretario di partito purtroppo è in campagna elettorale -aggiunge Capone-, possiamo perdonare un tono esaltato, ma non le farneticazioni quando sostiene che da oggi l’Italia non è ‘più il malato d’Europa’ e che ‘se ce la mettiamo tutta possiamo tornare a guidare l’economia del vecchio continente’. Purtroppo -aggiunge- spetta al sindacato imporre un sano bagno nella realtà osservando che più che ad una locomotiva in corsa, il nostro Paese somiglia ad una lumaca, che timidamente prova a mettere le antenne fuori dal guscio per capire se ancora piove o se sta uscendo il sole”.
È speranza di tutti che, effettivamente, conclude Capone, “il peggio sia alle spalle, ma il cammino per uscire dalla crisi è appena iniziato e si preannuncia molto lungo e difficile, senza adeguate politiche industriali di rilancio dei settori strategici della nostra economia”.