Palermo, 27 mag. (AdnKronos) – L’operazione della Guardia di Finanza che ha arrestato due deputati regionali all’Ars per voto di scambio “è uno spaccato plastico dell’esistenza di un rapporto di una certa politica, per fortuna in minoranza ma diffusa, che continua a cercare e a volere l’appoggio di Cosa nostra per avere consensi elettorali”. Lo denuncia il Procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi. “Questi sono i rapporti tra la mafia e le istituzioni – dice ancora Teresi – Questi politici cercano mafiosi, come Natale Gambino, Calogero Di Stefano, già condannati per mafia, che non sono una faccia diversa da quegli stessi mafiosi che mettono il tritolo o usano la pistola”.
“Quindi, chi si assume la responsabilità di cercare un mafioso sottoscrive un patto con gli assassini – dice il magistrato – è l’essenz di Cosa nostra, un mondo criminale che non distingue tra l’ala militare e l’ala politica, è tutta un’unica ala. E’ uno spaccato significativo”. Uno degli arrestati, Giuseppe Bevilacqua, “prima cerca un appoggio personale perché nel 2012 si era candidato alle comunali di Palermo, dalle indagini emerge che lui aveva già ottenuto appoggio mafiosi nel 2007 e poi lo ha fatto nel 2012 – dice Teresi – Ha ottenuto oltre mille voti. Non demorde e alle regionali appoggia Roberto Clemente, a cui da il pacchetto mafioso. il patto era che Clemente si sarebbe dimesso in caso di vittoria alle regionali”. Cosa mai avvenuto perché Clemente è rimasto in carica sia all’Ars che al Comune.