Home Nazionale Omicidio stradale: vedova vittima, lacune nel testo approvato in Commissione

Omicidio stradale: vedova vittima, lacune nel testo approvato in Commissione

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Palermo, 21 mag. (AdnKronos) – “Non abbiamo ancora potuto leggere il testo unificato adottato ieri dalla commissione giustizia del Senato. Dalle informazioni che abbiamo al momento possiamo ritenere che il lavoro della commissione faccia compiere un passo in avanti sulla strada per giungere ad una buona legge sull’omicidio stradale”. Così all’Adnkronos Marina Fontana, vedova di Roberto Cona, ucciso da un tir in autostrada nel luglio di due anni fa. Lei rimase gravemente ferita e ancora oggi porta sul corpo le conseguenze di quel terribile incidente. “Ma dobbiamo anche rilevare che la mancanza della fattispecie sulla distrazione consapevole dovuta all’uso non consentito di cellulari e apparecchi elettronici rappresenta una grave lacuna che nel corso del proseguo dell’iter parlamentare dovrà essere colmata”, dice Marina Fontana con Armando Melodia, con cui porta avanti la lotta per l’omicidio stradale.
“Chi uccide perché mentre sta guidando si distrae per inviare o leggere un sms, un messaggio di posta elettronica, di whatsapp, o guardare un film sul tablet, oppure parlare al telefonino senza vivavoce e senza auricolare è consapevole almeno quanto chi uccide mettendosi alla guida sotto l’effetto di alcol e droga o viaggiando ad una velocità di molto superiore ai limiti consentiti – dicono – Se questo non verrà sancito dalla legge si rischia di produrre un effetto pratico di “legittimazione” di questi comportamenti come attenuanti. Qualcuno potrà dire: “Ha ucciso una persona investendola sulle strisce perché stava leggendo un sms. Ah beh, allora non è omicidio stradale è solo omicidio colposo”. Noi non possiamo accettare questa logica e ci batteremo fino all’ultimo per includere la distrazione consapevole tra le fattispecie di omicidio stradale”.
“Qualcuno deve spiegarci quali sono i motivi di questa esclusione. Ci devono dire perché si è voluto mettere da parte emendamenti che pure erano stati presentati, anche su nostra sollecitazione, senza spiegarne la ragione. Lo devono dire noi e soprattutto ai familiari di quelle vittime della strada che, secondo le statistiche, per il 51% sono dovute a questi comportamenti – concludono Marina Fontana e Armando Melodia – Per questo torneremo a scrivere a Matteo Renzi e al Presidente Mattarella, chiedendo un loro intervento in questa direzione. Per questo continuerà il nostro impegno di semplici cittadini a pretendere uno stato che dia risposte certe cittadino e il 6 giugno saremo davanti alle sedi delle prefetture e, a Roma, davanti a palazzo Chigi dalle 16 alle 18 per un sit-in pacifico”.