Milano, 19 mag. (AdnKronos) – Il futuro di Pippo Inzaghi, le mosse di mercato e le polemiche dopo il gol fantasma col Sassuolo. L’ad rossonero Adriano Galliani parla delle prossime mosse del club e per il prossimo futuro auspica di rivedere un Milan in grado “di tornare ai suoi livelli”, cioè a lottare per vincere in Italia e in Europa.
“Il presidente Berlusconi è pieno di voglia, siamo ben intenzionati per la prossima campagna acquisti. Credo che il Milan, dopo quest’anno in cui abbiamo sofferto tanto, possa tornare ai suoi livelli”, spiega Galliani a margine della presentazione della mostra ‘Football Heroes’ a Milano. Archiviata una stagione deficitaria, per ripartire sarà un passaggio chiave quello della scelta su chi sarà il tecnico del Milan la prossima stagione, decisione rimandata a fine campionato, come chiarisce il dirigente rossonero: “No, non dico niente, abbiamo sempre detto che Pippo avrebbe concluso questo campionato, aspettiamo, mancano dodici giorni e dal primo giugno prenderemo le decisioni, vedremo che cosa fare. Inzaghi ha un contratto anche per l’anno prossimo e andremo ad esaminare le cose, però siamo d’accordo con il presidente Berlusconi di aspettare il 31 maggio quando finirà il campionato”.
Infine sulle decisioni dell’arbitro Guida che in occasione di Sassuolo-Milan di domenica ha prima convalidato un gol fantasma di Berardi, e successivamente ha considerato buona la posizione dell’attaccante neroverde scattato sul filo del fuorigioco nel contropiede che è valso il raddoppio. “Abbiamo dimostrato che non si può veramente non avere l’occhio di falco. Finalmente dall’anno prossimo avremo uno strumento, una macchina, che ci dirà se è gol o non è gol. Purtroppo erano decisioni anche difficili da prendere. Noi abbiamo subito due gol irregolari perché uno era in fuorigioco e uno non era entrato, la cosa che dispiace, mi rendo conto che siano due episodi difficili da decretare però per il calcolo delle probabilità magari uno era favorevole e uno era contrario invece tutti e due sono stati contrari, certamente non c’è malafede, sono stati semplicemente degli errori”, conclude Galliani.