(AdnKronos) – “Stiamo facendo molti progetti in questo momento, anche per la moda, ma non posso ancora parlarne, sicuramente non è la prima volta che gli stilisti chiedono a me e Doriana di collaborare, soprattutto dopo l’esperienza con Giorgio Armani, che è un grande amico di mia moglie”. Parla così all’Adnkronos l’archistar Massimiliano Fuksas sul suo rapporto con il mondo della moda, sottolineando però che “Armani non mi chiederebbe mai di disegnare una borsa o una scarpa, perché vuole fare tutto da solo, e so che non mi permetterebbe mai di farlo. Ma se me lo chiedesse lo farei con grande piacere perché siamo molto amici. Sia io che Doriana siamo molto legati alla sua sensibilità”.
Se è vero che ‘la moda è come l’architettura, è una questione di proporzioni’, come amava ripetere Coco Chanel, lo stesso può dirsi della relazione di Fuksas con il mondo del fashion. E’ di lunga data, infatti la relazione tra Giorgio Armani e i Fuksas. Nel 2000, gli architetti realizzarono per lo stilista piacentino l”Armani Chater House’ a Hong Kong, seguiti dall”Armani Ginza Tower’ a Tokyo e il flagship store sulla Fifth Avenue a New York. Delle collaborazioni iconiche, come il fiocco rosso nell’Emporio Armani a Chater Road, e la famosa scala bianca a forma di vortice che colpisce i clienti appena varcano la soglia del negozio newyorkese.
“Con Armani è stata un’esperienza straordinaria, credo che rispetto agli altri stilisti sia differente, lui è un’inusuale sintesi tra creatore e perfetto manager -afferma l’architetto- a differenza di tutti gli altri è sia autore sia proprietario di tutto il ‘Regno Armani’, cosa particolarmente significativa oggi. Valentino, che amo molto, ha invece venduto tutto alla famiglia Al Tahani del Qatar, e lo stesso discorso vale per Prada, che da quando è entrata in borsa a Hong Kong ha perso parte dei ricavati”.