Perugia, 15 mag. (Labitalia) – “Durante questa campagna elettorale registriamo un silenzio assordante rispetto agli impegni assunti in fase di definizione della legge regionale sul riordino istituzionale, in particolare un silenzio assordante sulla calendarizzazione degli incontri previsti per la stesura del protocollo sui criteri di trasferimento del personale e del protocollo per l’attivazione dell’agenzia regionale, un silenzio insomma sul futuro dei servizi e sulle certezze relative ai lavoratori della Provincia di Perugia e di Terni”. E’ quanto scrivono Vanda Scarpelli, Ubaldo Pascolini e Marco Cotone, segretari generali di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl dell’Umbria, in una lettera ai candidati alle elezioni regionali.
Nella missiva i sindacalisti sottolineano come “il destino delle Province, dai servizi erogati ai lavoratori impiegati, è e deve essere sempre di più centrale in questa difficile fase. Il processo di riordino delle autonomie locali, insieme ai tagli lineari che si sono abbattuti, e che continueranno a farlo, sugli enti locali, stanno producendo una situazione insostenibile, come denunciato anche dagli amministratori locali. Rischiano -aggiungono- gravemente i servizi offerti ai cittadini, rischiano concretamente il lavoro decine di migliaia di lavoratori”.
Per Cgil, Cisl e Uil “c’è bisogno della politica e delle soluzioni, valide e positive, che essa può e deve determinare. Ed è per questo che vi chiediamo di assumere alcuni impegni. Impegni, obblighi,soluzioni, per rassicurare i cittadini sulle continuità e sulla qualità dei servizi, per dare una certezza ai lavoratori e alle loro famiglie”.
Vi chiediamo quindi, concludono i sindacalisti, “quale la prospettiva per il governo del processo di riordino istituzionale; quali i tempi e le azioni da condividere per trovare le soluzioni e monitorare i processi; quali gli interventi per valorizzare le professionalità, i saperi, le esperienze mantenendo le funzioni trasferite vicine ai cittadini e alle imprese”.
E ancora, concludono “come vi impegnate a garantire un percorso di stabilizzazione del personale precario; quali le iniziative per garantire l’attività del centro per l’impiego. Su questo -concludono i sindacati- ci aspettiamo risposte chiare per i lavoratori e per i cittadini”.