Home Attualità Confsal Vvf: su pensioni aprire tavolo anche per vigili del fuoco

Confsal Vvf: su pensioni aprire tavolo anche per vigili del fuoco

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Roma, 13 mag. (Labitalia) – Anche i vigili del fuoco sono sul piede di guerra sul fronte pensioni. In una lettera inviata al presidente del Consiglio, ai ministri e alle autorità competenti, il segretario generale della Confsal Vigili del fuoco, Franco Giancarlo, chiede la convocazione di un tavolo tecnico, “alla luce della circolare Inps n. 63 del 20 marzo 2015, relativa all’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento, che ha allungato di ulteriori quattro mesi dal 1° gennaio 2016 il periodo di quiescenza, e alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 70/2015, che prevede la revisione del trattamento economico previdenziale”.
La lettera fa seguito anche “all’impegno preso dal governo con l’approvazione dell’Odg G1 in data 24 maggio 2012” e chiede di prevedere, “nell’ambito del regolamento di armonizzazione, norme di tutela delle specificità del personale del comparto soccorso pubblico, sicurezza e difesa, con riguardo al solo allungamento dell’età per il conseguimento della pensione di vecchiaia e di anzianità in relazione ai diritti acquisiti e al previgente ordinamento”.
Poi, la Confsal Vigili del fuoco chiede di procedere, prima dell’adozione del regolamento, a un incontro con i sindacati più rappresentativi e con il Coce. E di avviare forme pensionistiche complementari, salvaguardando il personale attualmente in servizio già assoggettato al cosiddetto sistema contributivo puro, nei medesimi termini previsti per il personale del comparto Stato, nel rispetto dei vincoli del bilancio pubblico. Inoltre, di avviare, dopo l’emanazione del regolamento in questione, con il coinvolgimento di tutte le amministrazioni interessate, un tavolo di concertazione al fine di definire un complessivo progetto di riordino dei ruoli e delle carriere del personale del comparto soccorso pubblico, sicurezza e difesa.
“Pur ritenendo ineludibile l’esigenza di procedere all’armonizzazione del sistema previdenziale del comparto soccorso pubblico, sicurezza e difesa, non si può fare a meno di evidenziare che lo schema di provvedimento approvato, in via preliminare, nella seduta del 26 ottobre 2012 dal Consiglio dei ministri, prima dello scioglimento delle Camere e del rinnovo della rappresentanza parlamentare appare decisamente insoddisfacente, non tenendo in debito conto alcuni elementi fondamentali e strettamente attinenti al richiamato principio di specificità”, avverte Giancarlo.
In particolare, per il sindacato, “alcuni aspetti risultano decisamente inaccettabili e richiedono un intervento in funzione e a garanzia delle peculiarità del personale militare, delle del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e Forze di polizia, sottoposto a condizioni di impiego operativo altamente rischioso e che presuppone il costante possesso di particolari idoneità psico-fisiche, con specifiche previsioni rispetto al restante pubblico impiego in virtù della peculiarità del servizio svolto”.
Nel dettaglio, a giudizio della Confsal Vigili del fuoco, appare necessario segnalare come opportuni e necessari alcuni correttivi: “Previsione della non applicazione del meccanismo di adeguamento legato alla speranza di vita, sul limite previsto per la pensione di vecchiaia, considerato che nell’ipotesi, abbastanza plausibile, di una dilatazione di tale adeguamento sino a 30 mesi, si configurerebbe una permanenza in servizio anche sino a 65 anni, con il concreto rischio di inficiare la funzionalità del sistema e la efficienza di alcuni importanti servizi (ad esempio, controllo del territorio e ordine pubblico) che non possono essere svolti da ultrasessantenni”.
Ancora, si chiede “l’espressa esclusione, nella fase transitoria, di penalizzazioni rispetto all’uscita in base ai requisiti anagrafici, meccanismo originariamente non previsto e presente nell’ultima versione della bozza di decreto, in considerazione del fatto che gli impegni assunti in sede europea prevedono che il processo di armonizzazione entri a regime solo nel 2018” e che la “previsione che i risparmi realizzati, quantificati in 158 milioni e 900 mila euro, siano riutilizzati per l’assunzione di giovani attraverso procedure concorsuali, in modo da riequilibrare l’età media del personale che oggi si è vertiginosamente alzata e che, se non corretta, pregiudicherà l’efficienza e la sostenibilità del sistema sicurezza”.
Infine, la Confsal Vigili del fuoco ribadisce la richiesta di “apertura immediata del tavolo presso il dipartimento della Funzione pubblica per la definizione della previdenza complementare in quanto elemento indispensabile a bilanciare la riduzione del rendimento che il nuovo regime contributivo di previdenza obbligatoria consente ai lavoratori di questo comparto”.
“Tale richiesta – incalza Franco Giancarlo – è peraltro dettata dalla circostanza che i Vigili del fuoco rispetto a tutte le altre Forze del comparto sicurezza e difesa non usufruiscono dell’abbuono di un anno di servizio prestato ogni cinque, nonostante che tale categoria viva una condizione di usura molto più marcata rispetto a tutte le categorie del comparto. Infine, non va sottaciuta la problematica relativa al trattamento previdenziale del personale tecnico-amministrativo e tecnico-informatico, che ha subito delle pesantissime penalizzazioni rispetto ad analogo personale del comparto sicurezza e difesa”.