Milano, 7 mag. (AdnKronos) – Expo 2015, con la sua bellezza, i suoi colori e i suoi sapori, è l’ideale luogo di incontro per trovare soluzioni concrete al problema della nutrizione. Così Oscar Farinetti, patron di Eataly, risponde ai dubbi di chi si chiede se realmente l’esposizione universale, con i suoi padiglioni avveniristici e la sua atmosfera allegra, possa realmente dare risposte al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. “Noi umani – spiega Farinetti all’Adnkronos – per riunirci, per trovarci, dobbiamo creare dei luoghi belli, in cui poter discutere di argomenti importanti, forti e duri. Perché farlo in un luogo brutto, visto che si è capaci di farli? A me piace molto la bellezza di Expo e sono favorevole ai suoi luoghi”.
Oltre la bellezza, Farinetti invoca però la necessità di un dibattito serio che riguardi tanto la nutrizione nei Paesi occidentali, quanto la mancanza di cibo in quelli poveri. “Nel mondo siamo sette miliardi e tre, produciamo cibo per 12 miliardi e malgrado questo, 826 milioni di persone hanno problemi di fame”. In occidente, un miliardo e mezzo di persone sono obese e due miliardi sprecano e buttano via il 40% di quello che comprano”. Una situazione di forte disequilibrio che, per il patron di Eataly richiede un cambio di rotta a partire dal modo di pensare: “Dobbiamo ripartire da noi, dal tema del rispetto – afferma -. Io spero che alla fine di questi sei mesi di discussione esca il fatto che l”unico modo per risolvere i problemi della fame è aiutare i Paesi poveri a seminare la propria biodiversità”.