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Vino: Liantonio, a Castel del Monte creare infrastrutture per distretto

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Andria, 28 apr. (Labitalia) – “Grazie alle qualità eccellenti di questo prodotto, se ci sono le infrastrutture giuste, si possono creare i presupposti di un grande distretto nell’agroalimentare e quindi nel settore dell’enoturismo e questo può diventare motivo di sviluppo territoriale, posti di lavoro, crescita culturale. E tutto questo fa bene all’intero sistema Puglia”. E’ il messaggio che arriva da Francesco Liantonio, presidente del Consorzio di tutela Vini Castel del Monte Doc.
Un territorio che è stato protagonista di una settimana di eventi, tra convegni, focus, degustazioni aperte al pubblico, road show e contest dedicati ai giovani operatori del settore e in particolare al vitigno ‘Il Nero di Troia’. Il progetto è nato dall’iniziativa del Consorzio di Tutela Vini Castel del Monte Doc con la partecipazione delle aziende socie: Cefalicchio, Conte Spagnoletti Zauli, Grifo, La Cantina di Andria, Rivera, Santa Lucia, Torrevento, Tor dé Falchi. Ed è reso possibile grazie al contributo dei fondi Psr (Programma sviluppo rurale) 2007/2013 Regione Puglia Asse 1 Misura 133, dell’assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e delle cantine consorziate aderenti.
L’iniziativa ha visto anche l’elezione degli ‘Ambasciatori del Nero di Troia’, testimonial incaricati di dare lustro a uno dei prodotti simbolo del territorio, selezionati tra giovani operatori del settore della ristorazione: Francesco Capozza, Gianluca Tesse e Lavinia Arnò.
“Questo è un territorio – ricorda il presidente Liantonio – ricco di storia e di tradizioni. Una storia che comincia qualche migliaio di anni fa: dall’antico Diomede, eroe che tornando dalla battaglia si ferma sulle rive della Puglia e lì lancia un sasso della mitica città di Troia. Da qui comincia una leggenda lunghissima che poi si è consacrata con la presenza di Federico II di Svevia, che ha lasciato un segno importante quale il monumento di Castel del Monte, oggi tutelato dall’Unesco, che è l’emblema di questo territorio”.
“Un territorio importante – sottolinea – con un vitigno quale il Nero di Troia che, grazie anche al Consorzio di tutela del vino Doc Castel del Monte, ne è diventato l’ambasciatore, colui che lo racconta con le sue caratteristiche, il suo gusto di speziato, caldo, rotondo, aromatico, forte, ben presente sulle tavole dei consumatori. Ecco quindi che il vino diventa veramente ambasciatore di una storia, di una cultura e di una tradizione, che continua e si ripete per migliaia di anni”
“Per questo, chiediamo alle istituzioni e all’intero territorio di far sì che si creino le infrastrutture necessarie affinché questo bagaglio così importante di storia non venga sperperato”, ribadisce il presidente del Consorzio di tutela Vini Castel del Monte Doc, concludendo: “Abbiamo ricevuto tanti consensi, ma rimaniamo con i piedi per terra e continuiamo a lavorare per ottenere risultati sempre migliori, come il Nero di Troia e la sua terra meritano”.
Anche per Laura De Palma, dell’Università di Foggia, “il vitigno Nero di Troia e il territorio che lo esprime, la splendida area di Castel del Monte, sono caratterizzati da una notevole complessità che esige una maggiore attenzione nel trattamento ma, fortunatamente, da questo binomio si ottiene un vino di altissimo livello, in grado di soddisfare sia gli standard produttivi che qualitativi”. Concorda Luigi Tarricone, del Cra-Utv di Turi e Barletta: “L’interazione tra il Nero di Troia e il suo ambiente esalta le caratteristiche del vino. Ottimo è anche il lavoro dei produttori che, incrementando la biodiversità del suolo, contribuiscono parallelamente ad aumentare la biodiversità nel calice”.
Come conferma Paola Piombino, docente dell’Università Federico II di Napoli, “il Nero di Troia è certamente un vitigno molto riconoscibile a livello olfattivo e il consumatore, in questo periodo, tende a premiare vini ben identificabili: il Nero di Troia, infatti, ha una forte caratterizzazione, data soprattutto dalla speziatura, che è predominante all’interno del suo bouquet aromatico”. Una carta vincente per il territorio è rappresentata dall’enoturismo. “Quello del turismo del vino è un settore sul quale l’Italia ha fatto tanto negli ultimi vent’anni. Anche grazie al Movimento turismo del vino, che ha creato un giro di turisti e di sentimenti positivi rispetto al vino italiano e al suo territorio”, osserva Sebastiano De Corato, presidente del Consorzio Movimento Turismo del Vino Puglia.
“In vent’anni le cantine, che erano luoghi chiusi – ricorda – dove si produceva il vino, sono diventati luoghi aperti, strettamente legati al territorio, e si è innescato davvero un meccanismo virtuoso. C’è solo da continuare e migliorare la strada già intrapresa”. Da parte sua, Rosa Fiore, dirigente del Servizio alimentazione dell’assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, assicura: “Il brand Puglia funziona. Bisogna continuare con il gioco di squadra. Il Nero di Troia ha dalla sua la storia, il racconto, la qualità”.