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Immigrati: Maroni, blocco navale e campi profughi in Libia

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Milano, 20 apr. (AdnKronos) – Blocco navale e campi profughi in Libia. Questa, per il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, la soluzione per fermare le tragedie in mare. A margine dell’inaugurazione del nuovo terminal 1 all’aeroporto varesino della Malpensa, commentando la tragedia avvenuta ieri nelle acque del Mediterraneo, con il ribaltamento di un barcone e la morte di oltre 700 migranti, il governatore spiega: “L’Unione europea e le Nazioni unite devono andare in Libia. Bisogna andare lì, fare lì i campi profughi e mettere le navi militari a dieci miglia dalle coste della Libia perché se qualcuno parte viene riportato indietro. Così si salvano le vite umane, sennò sono solo chiacchiere”.
Quanto alle politiche adottate dal governo, Maroni dice: “Ho sentito solo chiacchiere dal governo. Renzi dice: ‘Ci vuole una strategia’. Bene, ma bisogna darsi una mossa”.
“Questi muoiono perché partono. Bisogna fermare le partenze. E fermare le partenze si può fare con i campi profughi in Libia e il pattugliamento davanti alle coste libiche”. Ma, sottolinea, non bisogna perdere ulteriore tempo: “Bisogna decidere. Renzi invece continua a chiacchierare e l’Europa non c’è. Bisogna partire subito e questa è la soluzione”. Infine, a chi gli chiede se non ritenga le dichiarazioni di Matteo Salvini “demagogiche’, risponde: “Demagogico è continua a fare chiacchiere, a parlare di Europa e accettare, perché così si accettano, le morti in mare. Bisogna agire, non chiacchierare”. E conclude: “Noi facciamo appello perché si facciano le cose subito e le cose da fare sono le due che ho detto”.