AREZZO – «Amministrare la "cosa pubblica" vuole dire assumersi responsabilità, decidere presto e bene nell’interesse della collettività, per evitare che alla lentezza dell'iter burocratico si sommi anche lo scarico delle responsabilità da parte degli organi volitivi.
Nello specifico mi riferisco ad alcune pratiche di cittadini che da troppi anni attendono il “si amministrativo” perchè prive dello strumento attuativo.
Ci sono delle richieste presentate al Comune nel lontano 1999, che dal 2004 hanno pagato l'ICI per l'ottenuta edificabilità del terreno, ma che ancora non godono dell'approvazione del piano di lottizzazione e quindi non possono richiedere i relativi permessi a costruire.
L'assurdo è che tali pratiche hanno la "doppia conformità", ossia sono conformi sia al vecchio Prg che al nuovo Regolamento Urbanistico, ma la Sinistra in Comune non intende dare risposte. Insomma questi cittadini possono edificare si o no? Forse dovremo fargli attendere tra molti anni l'arrivo di un nuovo Regolamento Urbanistico?
Ma i cittadini devono sapere che in Comune è accaduto un fatto nuovo, politicamente rilevante. in Commissione Assetto Territorio (C.A.T.) l'attuale maggioranza politica si è sciolta come neve al sole, per lasciare il posto alla nuova "Maggioranza del Fare". Proprio su queste "pratiche decennali" si è convenuto, in maniera politicamente trasversale e responsabile, che non è giusto far pagare ai cittadini le lentezze burocratiche e politiche dell'Ente, oltre alla mancanza di decisionismo di una sinistra aretina capace solo di non decidere.
Questa la nuova sfida. Io sono certo che questa "Maggioranza del Fare", nata in C.A.T. si espanderà sino in Consiglio Comunale. Abbiamo l'opportunità di dare risposte ad una città che attende, ad una economia che chiede regole chiare e tempi certi. Questo sempre ma tanto più in questo periodo di grave crisi nel quale ogni perdita di tempo contribuisce ad aggravare la situazione delle famiglie e delle imprese. Anche in questo ambito è possibile dare un sostegno alla ripresa del nostro territorio.»