Roma, 11 apr. (AdnKronos) –
Le beghe interne al M5S finiscono all’Antitrust, con tanto di denuncia di ex grillini delusi in Sicilia. Sotto accusa lo spot in cui, con mega manifesti a Palermo, Catania e dintorni, i consiglieri 5 Stelle all’Ars siciliana promuovono il loro taglio stipendi e il progetto che c’è dietro per incentivare progetti di sviluppo urbano. Ma i cartelli pubblicitari, che recitano testualmente ‘Ci siamo tagliati lo stipendio prendetevi la vostra parte’, non vanno giù a un gruppo di ex attivisti delusi. A capitanare una sorta di ‘class action’ in salsa grillina è Debora Borgese, ex militante catanese colpita dalla ‘scomunica’ dello staff di Grillo con tanto di lettera di diffida firmata dal legale del leader M5S.
“Sono stata espulsa – dice all’Adnkronos Borgese – perché avevo depositato una richiesta di remissione di mandato per il gruppo regionale, motivata da dinamiche poco chiare nell’assunzione dei collaboratori. In pratica, sono stata espulsa perché scomoda”. Ma Borgese passa presto al contrattacco, oggi promotrice di una segnalazione all’Antitrust “che stanno sottoscrivendo in molti, contro l’ennesimo abbaglio – accusa – propinato dal M5S siciliano”.
Innanzitutto, secondo gli ex 5 Stelle capitanati da Borgese, lo slogan adottato nello spot sarebbe “ingannevole, in quanto, in realtà, pubblicizza un progetto che è un vero e proprio concorso. Potranno beneficiare delle somme messe a disposizione solo i tre progetti che si aggiudicheranno il bando. Inoltre – va avanti Borgesi – ad ogni progetto saranno assegnati 120.000 euro e non 360.000 come riportato nel materiale pubblicitario (360.000 euro è la somma complessiva per i tre progetti)”. A rischio, stando alle accuse mosse dai promotori della segnalazione all’Antitrust, la tenuta stessa dell’iniziativa. “Il governo in Sicilia rischia di cadere un giorno sì e l’altro pure – assicura l’ex grillina – e, in tal caso, verrebbe meno l’erogazione dei fondi promessi che, ingannevolmente, vengono dati per certi”.