Roma, 2 apr. (AdnKronos) – “Il problema non è se il prossimo ministro delle Infrastrutture è di stretta osservanza alfaniana o un renziano della prima ora o della seconda ora, ma quale politica metterà in campo il successore di Lupi. Non è pensabile cambiare solo il ministro e non le politiche”. Lo afferma il capogruppo di Sela alla camera Arturo Scotto.
“In Italia -aggiunge- il sistema delle grandi opere ha creato malaffare e corruzione. Gli italiani alle prese con la crisi non lo sopporterebbero. Vogliamo capire se le politiche, le scelte in un settore delicatissimo come quello delle opere pubbliche, che vanno selezionate, rese efficienti e impermeabili alla corruzione, rimangono le stesse o cambieranno”.
“Sel ha posto questioni molto serie come la modifica della legge Obiettivo e del Codice degli appalti. Vere e proprie leggi criminogene come le ha definite Cantone. Ma purtroppo, il tutto si risolverà con una semplice sostituzione, frutto di una trattativa degna della prima repubblica tra il Pd e l’Ncd”, conclude Scotto.