Roma, 30 mar. (AdnKronos) – ”Abbiamo qualche giorno, riflettiamoci ancora. Il dialogo è una virtù della politica”. Lo afferma Barbara Pollastrini, deputata del Pd della commissione Affari costituzionali della Camera. ”Non raggiungere il traguardo delle riforme sarebbe un danno. Ma, forse, è sull’ambizione e il tasso di innovazione che fatichiamo a capirci”, aggiunge l’esponente di SinistraDem, la componente di minoranza nata attorno a Gianni Cuperlo.
”Non riesco a vedere -aggiunge Pollastrini- la legge elettorale come un tassello a sé, separato dall’insieme del disegno riformatore. Perché riforma costituzionale, titolo V e legge elettorale devono avere una coerenza per essere forti e efficaci’. Ieri ho ascoltato con la massima attenzione il premier. Dico con umiltà che una ‘democrazia decidente’ non credo possa permettersi un nuovo Senato ambiguo, né delle garanzie né delle autonomie, che, nei fatti, amplificherà contenziosi e lentezze”.
Una ‘democrazia decidente’ vive anche di rappresentanza e rappresentatività, che siano territori, cittadini o strumenti di partecipazione. Voglio le riforme. La differenza è che credo ancora nel dovere del Parlamento di migliorarle e di poterlo fare nei tempi previsti”, conclude”, conclude Pollastrini.