(AdnKronos) – “Il governo ha poi varato la solita ‘regola’ generale, sull’onda – evidenzia Mucchetti – di uno sdegno cieco, condiviso e alimentato, duole dirlo, anche dal Parlamento proprio in seguito alle inchieste su Finmeccanica. Basta il rinvio a giudizio per non essere candidabili, e meno che mai eleggibili, in consiglio. Basta un arresto per decadere senza diritto al risarcimento dalla carica. Qualora una condanna in primo grado intervenga in costanza di mandato, si viene sospesi dalla carica ed eventualmente reintegrati dall’assemblea su proposta del consiglio ma solo ove consiglio e assemblea rilevino ‘il preminente interesse della società alla permanenza della persona’. Come dire: si viene reintegrati se consiglio e assemblea dicono che In Italia e nel mondo non esistono alternative all’amministratore ‘sotto schiaffo’, una posizione ardua da sostenere se e’ vero il detto secondo il quale i cimiteri sono pieni di persone insostituibili”.
“Nel momento in cui il governo lancia la sua campagna anti corruzione e il Senato si prepara a votare il disegno di legge che restaura (meritoriamente) il falso in bilancio – ricorda l’ex vice-direttore del Corriere della Sera – è arrivato il momento di riflettere su questa “direttiva etica” del Tesoro che dice troppo e troppo poco. Intanto, nell’ambito del settore pubblico, abbiamo un doppio regime tra le società quotate e quotande: Cassa depositi e prestiti, FS, Poste ed Enel l’hanno inserita negli statuti, Eni e Finmeccanica no. Saggezza vorrebbe che la si superasse guardando al complesso delle società che lavorano con i soldi del mercato ovvero a tutte le società quotate, pubbliche e private (oltre alle aziende interamente pubbliche che dipendono dal contribuente)”.
Secondo il senatore del Pd, “a tale complesso di società andrebbe applicata la regola d’oro da tempo sperimentata con successo nelle banche e, da poco, anche nelle assicurazioni: l’amministratore condannato in primo grado (ovvio il “pugno di ferro” in caso di condanna definitiva) viene sospeso automaticamente dalla carica ma il consiglio può proporre alla prima assemblea utile di deliberare il reintegro. Punto.”. E, infine, chiede Mucchetti, “la politica ha il coraggio di smetterla di oscillare tra giustificazionismo e giustizialismo sulle pelle delle imprese e delle persone o si scopre garantista solo con i propri membri e solo quando questi stiano nelle grazie del principe di turno?”.