(AdnKronos Salute) – La Fissp richiama dati emersi in questi giorni: “Diciassette incidenti aerei dal 1950 sono stati classificati della Flight Aviation Foundation come atti deliberati di suicidio del pilota”, e “la Federal Aviation Administration statunitense afferma che 24 sono i piloti americani che si sono suicidati in volo negli ultimi vent’anni. Risulta evidente che l’attenzione alla sicurezza dei voli non può prescindere dalla condizione psicologica dei piloti”.
Fra l’altro, prosegue Tummino, “la Federazione degli psicologi europei (Efpa) ha da decenni denunciato alle autorità dei trasporti della Comunità europea la necessità di rendere obbligatoria la valutazione psicologica periodica per valutare lo stato di efficienza mentale dei conducenti professionisti (piloti di aerei, navi, macchinisti dei treni, camionisti, tassisti eccetera), ma non è stata ascoltata. Le teorie psicologiche e i programmi di ricerca correlati – conclude l’esperto – hanno evidenziato come certi tratti di personalità e certe predisposizioni, come la mancanza di speranza, la mancanza di pensiero positivo sul futuro, l’impulsività, la rigidità, la scarsa capacità di problem solving, il deficit di memoria autobiografica, possono portare ad un comportamento autodistruttivo”. Da qui la necessità di intervenire.