Roma, 28 mar. (AdnKronos) – “Si potrebbe prendere spunto dagli Usa e convocare degli Stati Generali su innovazione e tecnologia per scegliere in quali settori strategici concentrare le scarse risorse che il Paese potrebbe essere in grado di mobilitare nel breve periodo, al fine di riavviare la ripresa economica, rovesciare le aspettative, riconquistare la rilevanza di un tempo nella produzione manifatturiera continentale”. E’ la proposta che avanza il direttore del giornale della Uilm ‘Fabbrica Società’, Antonello Di Mario, nel volume “Aspettando la crescita” (Tullio Pironti editore) che verrà presentato a Genova, lunedì 30 marzo alle ore 16.30, alla presenza di c Roberta Pinotti, ministro della Difesa, e Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil.
“Il riferimento agli Stati Uniti d’America- spiega Di Mario-non è alla fase attuale, ma agli anni Ottanta, quando il nuovo continente ha combattuto una lotta senza quartiere contro l’Unione Sovietica e il Giappone per la supremazia tecnologica mondiale. Gli Usa stavano vivendo sin dagli anni Settanta una profonda caduta della produttività del lavoro e dei fattori di produzione, che aveva trasformato il Paese da esportatore netto a importatore netto di macchine che producono macchine. Narrano le cronache dell’epoca che, all’indomani dell’elezione alla Casa Bianca, Ronald Reagan convocasse meeting con i più importanti scienziati ed economisti del Paese per individuare le direttrici strategiche su cui concentrare l’azione del governo, al fine di riconquistare la leadership tecnologica mondiale”.
L’esempio di quello che è accaduto al di là dell’Oceano può rappresentare il paradigma su cui impostare un’azione a favore della ripresa nazionale, guardando in faccia la realtà esistente. “Permangono –sottolinea Di Mario – molte perplessità sulla capacità degli stimoli alla domanda interna privata e della crescita in valore degli attivi della bilancia commerciale al fine di accrescere la domanda aggregata, e di stimolare la ripresa economica. L’unica possibilità è proprio quella di avviare una campagna di investimenti pubblici per diverse decine di miliardi di euro, con cui scuotere dalle fondamenta l’ingessato e agonizzante sistema economico nazionale. Alcune urgenze sono ben note: investimenti infrastrutturali di rete, energia, piano straordinario per l’edilizia popolare, piano per la sicurezza sismica e idrogeologica. Altre priorità potrebbero emergere come assi strategici dagli Stati Generali per lo sviluppo da convocare in ambito nazionale”.