Roma, 27 mar. (AdnKronos) – “Lunedì è a un passo. Ogni ora deve essere utilizzata per costruire l’unità del Pd. Spero che questo messaggio sia utile. Ragioniamo di alcune modifiche all’Italicum. La palla è in mano a Renzi. A questo punto l’unità può costruirla solo lui”. Così il capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza, in un’intervista a Repubblica.
“Ho vissuto con sofferenza – ammette – quanto emerso nella riunione delle minoranze, troppo orientato sulla rottura: ipotizzare di uscire dalla segreteria e dal governo non sta né in cielo, né in terra. Io non sono diventato renziano, né lo diventerò. Eppure si può essere ‘non renziani’ giocando fino in fondo la sfida del Pd e del governo”. Il capogruppo dem assicura che lavorerà “fino alla fine per un’intesa. Non prendo in considerazione altre opzioni ipotetiche, guido il gruppo e non lavoro con i ‘se'”, aggiunge riguardo ad eventuali dimissioni: “non è il mio modo di procedere quello degli ultimatum, delle minacce e dei veti. Poi alla fine ciascuno di noi valuterà l’esito di questo processo”.
“Il fatto nuovo – sottolinea ancora Speranza – è che il Patto del Nazareno non c’è più. Si può mettere mano all’Italicum per migliorarlo. A quel punto sarà possibile un rapido passaggio a Palazzo Madama”. E “se scegliamo il metodo Mattarella, non servirà il soccorso di FI perché il Pd voterà compattamente la riforma”. Tra le modifiche proposte per l’Italicum, Speranza indica la riduzione dei nominati, “con una quota massima per partito. Oggi chi vince elegge 100 deputati bloccati su 340. Per chi perde, paradossalmente, sono quasi tutti bloccati”.