Roma, 26 mar. (AdnKronos Salute) – “Il ministro della Salute Beatrice Beatrice Lorenzin intervenga nei confronti dell’Agenzia italiana del farmaco, per inserire la coinfezione Hiv-epatite C nell’elenco delle condizioni per l’accesso prioritario alle nuove terapie per l’epatite C cronica”. A chiederlo sono le associazioni Lila, Nadir e Plus dopo la pubblicazione, nei giorni scorsi sul sito dell’Aifa, dell’algoritmo per la terapia dell’epatite C cronica. Le persone che in Italia hanno una diagnosi da coinfezione Hiv/Hcv accertata sono 33.000, tuttavia si stima che, considerando anche chi non ne è consapevole, il numero salga a 39.000.
“Nonostante le richieste della Commissione nazionale Aids – di cui la ministra Lorenzin è presidente – della Consulta delle Associazioni sull’Aids e della Società italiana malattie infettive (Simit), l’Aifa ha scelto di non considerare la coinfezione da Hiv/Hcv come criterio che conferisce una via preferenziale per l’accesso ai nuovi farmaci antivirali diretti”, denunciano le associazioni. “L’infezione da Hiv accelera e aggrava la progressione della malattia epatica. Lo affermano anche le ultime Linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’epatite C. Invece i criteri di priorità al trattamento definiti dalla commissione tecnico-scientifico dell’Aifa a novembre 2014 ignorano questo dato”, sottolineano Lila, Nadir e Plus.