Home Attualità Pesca: con 7 mln fatturato produzione fasolari è d’eccellenza

Pesca: con 7 mln fatturato produzione fasolari è d’eccellenza

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Roma, 24 mar. (Labitalia) – Un caso d’eccellenza nella pesca italiana. E’ l’organizzazione produttori dei fasolari, riconosciuta dal Mipaaf nel 2003, unico esempio italiano di gestione interregionale della risorsa ittica. Nell’Op (Organizzazione produttori), infatti, viene conferito tutto il prodotto pescato dai produttori veneti e friulani: 160 operatori a bordo degli 82 pescherecci (più una decina di persone che lavorano a terra). Il punto di raccolta è Chioggia, da lì parte il prodotto per arrivare sulle tavole degli italiani. Dal giugno 2014, l’Op gestisce il 100% della produzione nazionale di fasolari: 1.400mila chilogrammi, per poco più di 7milioni di euro di fatturato.
“E’ un caso di eccellenza -spiega a Labitalia Paolo Tiozzo, presidente di Federcoopesca- perchè mette insieme 82 imprese, che riescono a trovare il giusto equilibrio tra lo sforzo di pesca, la sostenibilità ambientale e il mercato”.
I fasolari, le ‘ostriche dell’Adriatico’, sono un mollusco bivalve pescato solo nel Nord Adriatico, ma apprezzato prevalentemente sui mercati a Sud della penisola. Il 90% della produzione è destinata al Sud, per essere consumata cruda in Campania, Puglia, Sicilia e Lazio. Ma l’Op sta puntando anche a far conoscere e appezzare questo prodotto nel resto d’Italia, valorizzando ricette che consentano di consumare anche cotti questi molluschi.
Una produzione, quella dei fasolari, che ha una storia relativamente recente. In Friuli questa pesca si fa, infatti, dagli anni ’60. In Veneto, in modo intensivo, dagli anni ’90, grazie alla tecnologia che ha aiutato a risolvere il problema dei fondali più bassi.
Ma è grazie all’Op che questo prodotto sta conoscendo la sua massima valorizzazione. La corretta gestione della risorsa, le tecniche di pesca sostenibili e l’aver capito che non frammentare l’offerta è una scelta vincente, fanno di questa Op, il punto di forza. Tra i progetti futuri c’è l’ottenimento della denominazione di origine protette (Dop) per i fasolari.