(AdnKronos) – L’articolazione della rete territoriale della Banca d’Italia, ricorda ancora il numero uno della Fisac Cgil, “non può essere rivista ulteriormente: la riforma c’è già stata, fortemente voluta nel 2008 dall’allora governatore Draghi”.
Il sindacato, preso atto della decisione unilateralmente assunta dall’amministrazione, rileva ancora, “ne ha contrattato le ricadute sul mondo del lavoro. La prospettiva avrebbe dovuto essere, però, quella di un effettivo potenziamento delle filiali rimaste, al contrario il nuovo vertice ne ha deliberatamente provocato un progressivo ridimensionamento operativo, arrivando ora a proporne la chiusura su larga scala”.
Il sindacato rifiuta questa impostazione e chiede di riavviare il confronto per arrivare, conclude Megale, “ad un modello flessibile di presenza sul territorio che garantisca la persistenza della Banca d’Italia in ogni contesto attualmente individuato, prevedendo anche un potenziamento di tutte quelle realtà dove lo richiedano le analisi sulla collocazione geografica, sulla dimensione demografica e sulla natura economica del distretto di riferimento”.