(Adnkronos/Labitalia) – I diplomati dei licei sono ampiamente assorbiti dal settore dei servizi (vi opera ben il 95% degli occupati): in particolare, il 37% lavora nel commercio, il 25% nei servizi sociali e personali e il 19% nei servizi ricreativi e culturali. I diplomati degli istituti tecnici sono invece consistentemente assorbiti dall’industria (19%), in particolare dall’edilizia (8%). Il ramo che accoglie il maggior numero di tecnici occupati resta comunque il commercio, con il 39% di inserimenti. Infine, anche tra i colleghi degli istituti professionali è più consistente della media la quota di chi lavora nell’industria (14%), ma anche in questo caso il commercio resta comunque il ramo predominante (49,5%).
Tra i diplomati laziali del 2013, circoscrivendo l’analisi ai soli diplomati che lavorano a tempo pieno e senza essere contemporaneamente impegnati nello studio universitario, il guadagno complessivo è pari a 909 euro mensili netti.
Ad un anno dal termine degli studi, 19 diplomati su cento dichiarano di utilizzare le competenze acquisite durante il percorso di studi in misura elevata, mentre per 35 su cento l’utilizzo è più contenuto; ne deriva che 46 occupati su cento ritengono di non sfruttare assolutamente le conoscenze apprese nel corso della scuola secondaria superiore. Seppure le differenze siano modeste, sono in particolare i diplomati tecnici a non utilizzare ciò che hanno appreso a scuola (47%, contro il 46% e 44% rilevato, rispettivamente, tra i liceali e i diplomati professionali).