Torino, 18 mar. (Labitalia) – “In relazione alla situazione di Mercatone Uno la Regione Piemonte è venuta a conoscenza, tramite le rappresentanze sindacali locali, dell’avvio di una svendita generale dei prodotti nei punti vendita di Mappano – Caselle (Torino) e di Brandizzo (Torino). Il fatto sembra aver generato la preoccupazione, fra i lavoratori, di una possibile chiusura degli esercizi”. E’ quanto si legge in una nota della Regione Piemonte.
A tale proposito, l’assessore regionale al Lavoro, Giovanna Pentenero, ribadisce che la Regione Piemonte “segue con attenzione l’evoluzione della vicenda”: “Dopo aver contattato i vertici dell’azienda, posso rassicurare i lavoratori che queste ultime azioni commerciali non sono collegate alla chiusura dei punti vendita ma, con tutta probabilità, alla necessità di massimizzare i flussi di cassa in entrata, al fine di una gestione ottimale della fase di procedura per il pagamento dei fornitori, delle utenze e dei lavoratori. Restiamo quindi attenti e fiduciosi per il futuro dei punti vendita dato che durante la riunione presso il ministero il dottor Bernasconi, amministratore delegato del gruppo, ha informato a riguardo di ulteriori manifestazioni di interesse per singoli punti vendita o gruppi di punti vendita, oltre alle due offerte intenzionate a rilevare il Gruppo”.
Il 3 marzo si era svolto, presso la sede dell’assessorato al Lavoro, un primo incontro con l’azienda, gli amministratori locali, le organizzazioni sindacali e le Rsa aziendali. Successivamente, la Regione Piemonte ha partecipato al tavolo nazionale convocato presso il Mise il 12 marzo. In entrambe le occasioni, l’azienda ha esposto la propria situazione, come riferisce la Regione: “Mercatone Uno è in concordato con continuità aziendale (non è fallito e i punti vendita sono aperti e attivi); è stato fatto un bando per ricercare eventuali acquirenti e, alla scadenza fissata per il mese di febbraio, vi sono state due manifestazioni di interesse, di cui non sono stati resi noti i nomi. La fase di procedura (della durata massima di 120 giorni) deve essere gestita con la liquidità propria dell’azienda, poiché sono congelati i rapporti con il sistema creditizio”. Il Mise ha già convocato per il 1° aprile una nuova riunione di monitoraggio, cui parteciperà nuovamente anche la Regione Piemonte.