AREZZO – Tornano gli appuntamenti dove autori e attori si intrattengono con il pubblico sorseggiando tè e chiacchierando di libri. Quest’anno il progetto riprende con una grande novità: gli incontri avverranno nella Sala Conferenze Biblioteca Città di Arezzo, dimora per eccellenza dei libri.
Il primo appuntamento è per venerdì 19 febbraio, alle ore 17,30 (ingresso gratuito) con Valentina Fortichiari che sarà presente alla lettura del suo libro “La lezione di nuoto” (Guanda, 2009) da parte degli attori Francesca Barbagli e Andrea Biagiotti. Il fatto che Valentina Fortichiari oltre che saggista sia stata a suo tempo nuotatrice agonista ha il suo peso in questo romanzo. Perché all’interno de “La lezione di nuoto” lo sport preferito ha un ruolo preciso, se non determinante, perfettamente incastrato nei misteriosi ingranaggi di una storia ispirata dalla famosa scrittrice francese Colette, tornata di recente agli onori della cronaca per il film tratto dal suo “Chéri”. È un viaggio a ritroso nel tempo fino all’estate del 1920 sulle spiagge della Bretagna e di fronte al mare di Saint-Malo, l’estate in cui Colette diventa amante di Bertrand, figlio adolescente del suo secondo marito. Nasce dal mare, cui Colette si rivolge come se parlasse a un amante, la passione per il figliastro, nel momento in cui Colette decide di insegnargli a nuotare, perché «il nuoto è uno sport per solitari, per chi ama pensare: mentre il corpo va da solo, la mente, staccata, segue il suo corso, può perdersi e ritrovarsi». Complici le infinite suggestioni dell’acqua che accarezza i corpi e le pulsioni («quando l’acqua è all’altezza del cuore, ha inizio la lezione di nuoto»), determinante il mare come sfondo di passioni scandalose: «con tutti i sensi devi scoprire il piacere, la voluttà dell’acqua. Come quando fai l’amore, sai? Così arriverai a muoverti dentro un elemento che ti deve sostenere, ma che soprattutto deve abbracciarti, avvolgerti. E tu, questo elemento lo devi percepire con ogni fibra del corpo». Un amore, se fosse davvero amore, talmente sopra le righe da non poter essere descritto, nonostante Chéri, «…“romanzo su gente infelice che quasi non è degna di soffrire” aveva detto Colette regalandogli una copia del libro con dedica a “mio figlio Chéri Bertrand de Jouvenel”. “L’amore non si può descrivere, non si può parlarne” polemizzava Bertrand audace, per quanto non del tutto esperto d’amore. Colette socchiudeva le palpebre, come un gatto che reprime una ribellione selvatica, senza ritrarre le unghie». Qualcuno le aveva insegnato, aveva compiuto su di lei il medesimo rito di iniziazione che Colette voleva passare a Bertrand. Ricordava che suo padre, ottimo nuotatore, era solito portarla con sé: nuotare con lei era il suo modo di amarla, incapace di dire parole che un genitore non può dire a una figlia, silenzioso e commosso, ma chiuso come il mallo di una noce che non si apre.
Valentina Fortichiari è nata a Milano dove vive e lavora. Saggista, ha curato in particolare l’opera di Guido Morselli (Guido Morselli immagini di una vita, Rizzoli 2001) e Cesare Zavattini. Ha svolto attività agonistica come nuotatrice e ha scritto un manuale sul nuoto Nuotare tutti subito e bene (Tea 2007). La Lezione di nuoto, è il suo primo romanzo.