(AdnKronos) – A livello geografico, la riduzione tra 2012 e 2014 dei tempi di pagamento interessa tutte le aree della Penisola. Il Nord Est si conferma l’area più tempestiva nel liquidare le fatture: nel 2014 i tempi di pagamento medio sono di 72,6 giorni, in calo di oltre 1 giorno rispetto al 2012. Contribuiscono al risultato scadenze più rigide e una riduzione, seppur lieve, dei ritardi. All’opposto, il Mezzogiorno è l’area più lenta a pagare (82,5 giorni), soprattutto a causa dei ritardi accumulati (27,3 giorni).
Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, al 30 gennaio 2015 sono stati saldati 36,5 miliardi di debiti commerciali arretrati della Pubblica Amministrazione, su un totale di 91 miliardi a fine 2012 (stima Banca d’Italia). L’analisi di 122 mila fatture presenti in Payline, emesse verso enti pubblici, evidenzia che i provvedimenti di sblocco del debito commerciale della Pa hanno avuto effetti significativi, ma ancora non risolutivi: in due anni, il valore dello stock di fatture inevase si è più che dimezzato, passando dal 67% della fine del 2012 al 32,4% di fine 2014.
Pur migliorando rispetto agli anni precedenti, i pagamenti sulle fatture di nuova emissione rimangono fortemente irregolari: in media la Pa ha accumulato ritardi per 37,5 giorni sulle fatture pagate, in netto calo rispetto ai 63,8 di fine 2013 e ai 52,2 del 2012. Nonostante questi postivi sviluppi, la Pa rimane un cattivo pagatore rispetto alle abitudini delle imprese monitorate da Cerved: i fornitori di enti pubblici devono infatti affrontare ritardi più che doppi rispetto a quelli di imprese private (18,5 giorni).