(AdnKronos) – In generale, la contrazione riguarda tutti i maggiori settori dell’economia e si manifesta diffusamente nelle 20 regioni italiane. A livello settoriale, il comparto con la più intensa riduzione di aziende protestate è l’industria che segna un ritorno al di sotto dei livelli pre-crisi: nel 2014 sono circa 3,5 mila le imprese manifatturiere protestate, in calo del 22,5% rispetto alle 4,5 mila del 2013 e del 7,8% rispetto alle 3,8 mila del 2007.
I settori dei consumi, del sistema casa, della produzione di mezzi di trasporto e della chimica, nonostante i progressi, presentano ancora un numero di protesti superiore ai livelli raggiunti prima del crollo economico globale. I livelli sono invece inferiori a quelli registrati nel 2007 nel sistema moda (-34,3%), nell’hi-tech (-26,4%), nei prodotti intermedi (-22,9%) e nella meccanica (-8,9%).
A livello geografico, il numero di imprese protestate nel 2014 risulta in diminuzione in tutte le regioni italiane. Il fenomeno appare più pronunciato nel Mezzogiorno e nelle Isole. In particolare il Mezzogiorno si conferma l’area con il maggior numero di protesti (14,4 mila), la più alta diffusione del fenomeno (2,3%) e il distacco maggiore dai livelli pre-crisi (+30,7%). In termini regionali, la Lombardia è la regione che torna più vicina ai livelli toccati prima del 2007 (+1,5%) mentre in Liguria (+5,1%) e Piemonte (+8,6%) questo divario rimane il più marcato.