(Milano) – Un discorso motivazionale, quello del premier Renzi, rivolto alle azienda e agli operai che da mesi lavorano per costruire questa “grande cattedrale laica” e consentire che il taglio del nastro, quando manca il rush finale, avvenga senza polemiche. Expo “non è più uno schizzo, una slide, ma si è trasformato in progetto realizzabile”, per questo “a nome del governo voglio ringraziare tutti i lavoratori”, i quali dimostrano che “quando l’Italia rema tutta nella stessa direzione i sogni si realizzano. Ora facciamo vedere al mondo di cosa è capace l’Italia”.
Sono “3 milioni i biglietti venduti in Italia”, l’obiettivo è venderne lungo la Penisola “almeno 10 milioni”, ma è ai visitatori stranieri che Renzi punta. Expo è anche una vetrina per mostrare che l’economia “sta ripartendo e possiamo reinvestire nelle infrastrutture”, settore che torna a ingranare e su cui ammette il premier “sono molto più ottimista di un anno fa”. Il traguardo dell’Esposizione è “vicino come quello delle riforme. Con buona pace dei gufi l’Italia ce la farà”. Le infrastrutture hanno ormai preso forma ma “non c’è da dormire sugli allori”, ricorda il ministro alle Politiche agricole e delegato all’Expo, Maurizio Martina, commentando la visita del presidente del Consiglio.
“Penso che il lavoro andrà avanti fino all’ultimo minuto. Si lavora a testa bassa, ma il primo maggio – aggiunge Martina – vedremo cantiere in tutta la sua bellezza”. Sala assicura che “sarà un’apertura all’altezza dell’Italia”, da ‘tutto esaurito’. “Era importante – spiega il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia – avere il governo al nostro fianco nella corsa finale verso il grande evento globale. Ormai ci siamo e siamo pronti a ospitare il mondo”. Ottimista anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni: “Si progredisce con i lavori, ogni giorno è meglio del precedente. Sono convinto che arriveremo in tempo”.