Roma, 11 mar. (AdnKronos) – Primi scossoni a Roma e nella Liga Veneta dopo l’espulsione del sindaco ribelle Flavio Tosi, ufficializzata ieri dal segretario federale del Carroccio Matteo Salvini. Alla Camera i numeri rischiano di venir meno, visto che dei 20 deputati che compongono il gruppo leghista (numero minimo previsto dal Regolamento di Montecitorio), 4 sono veneti e tutti tosiani. “Vedremo cosa fare come gruppo, come squadra, quale sarà il prosieguo”, dice all’Adnkronos uno dei quattro, il deputato **Matteo** Bragantini.
“Io da componente del consiglio nazionale veneto, militante da 21 anni – dice Bragantini – credo che l’espulsione del segretario nazionale sia stata fatta non seguendo la proceduta statutaria, dunque non capisco le motivazioni e dispiace davvero la scelta. Potevamo vincere in Veneto in modo sereno, tranquillamente, ma purtroppo l’ingerenza di qualcuno ha voluto questo epilogo, brutto anche da un punto di vista umano. Tosi è militante da 25 anni, ha tanti sostenitori. E’ una decisione illogica, statutariamente non corretta”.
Con gli altri “colleghi veneti” di Montecitorio “e con tutti i componenti della Liga Veneta rifletteremo e decideremo nei prossimi giorni cosa fare, non ora a caldo. Di fatto via Bellerio ha deciso per la Liga. Decideremo insieme il prosieguo, non bisogna avere fretta”.