Roma, 10 mar. (AdnKronos) – I dati sulla produzione industriale di gennaio sono deludenti ma non costituiscono un’altra falsa partenza per l’economia italiana. E’ questa, in sintesi, la valutazione di Paolo Mameli, senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, commentando le rilevazioni diffuse oggi dall’Istat. “La produzione industriale è scesa a sorpresa – dice – a gennaio, di -0,7% mese su mese. E’ il primo calo dallo scorso mese di settembre. La variazione annua torna in territorio negativo, a -5,2% in termini grezzi e a -2,2% se corretta per gli effetti di calendario (da +0,1% di dicembre)”.
“Il settore-chiave dei beni strumentali – prosegue l’economista -corregge di -1,8% mese su mese dopo aver trainato l’aumento di dicembre (+2,9%) e dopo essere cresciuto in ciascuno degli ultimi tre mesi del 2014. In calo anche beni intermedi e beni di consumo durevoli (-0,2% e -1,1% mese su mese rispettivamente), mentre l’energia rimbalza per il secondo mese consecutivo dopo cinque mesi di flessione. Lo spaccato per settore di attività economica resta misto. Torna a diminuire, da 8 a 4 (su un totale di 15), il numero di settori (manifatturieri e non) in ripresa su base annua”.
“Di gran lunga il più brillante – sottolinea Mameli – si conferma il comparto dei mezzi di trasporto, che anzi accelera ulteriormente a +16,1% anno su anno: da notare in particolare il +35,9% delle auto (si tratta del quarto aumento consecutivo a doppia cifra); si confermano in crescita anche computer/elettronica e le altre industrie manifatturiere (entrambi +4,3% annuo). All’estremo opposto, la tendenza peggiora sensibilmente per gomma e plastica (-10,2%) e tessile (-5,7%). Il segnale forse più negativo viene dall’inversione di rotta per macchinari e attrezzature (-5% annuo, da +8,6% di dicembre)”.