Milano, 27 feb. (AdnKronos) – “Nel calcio moderno il triplete è molto difficile, e poi farlo in Portogallo è una cosa, farlo in Italia un’altra”. Lo racconta il tecnico del Chelsea, Josè Mourinho, nell’intervista che andrà in onda questa sera alle ore 21.35, su Gazzetta Tv. Paolo Condò inizia il suo ciclo di interviste confidenziali con un ospite molto ‘Special’ che racconta le stagioni dal 2008 al 2010 con l’Inter, ricordando una squadra magnifica con dei tifosi unici.
Dopo l’Inter, l’ambizioso allenatore portoghese lascia l’Italia per la Spagna, dove va ad allenare il Real Madrid, con il dichiarato obiettivo di voler diventare l’allenatore più giovane e vincente di sempre. Nel 2012 porta al successo il Real Madrid in Spagna vincendo la Liga, ritornando nel 2013 al Chelsea dove è attualmente alla guida. Decide di andar via dall’Italia, forse per un probabile calo di livello professionale del calcio, ma lui controbatte così: “No, non ho mai avuto questa sensazione perché in Italia ogni partita era superdifficile. In Inghilterra le gare sono difficili perché ci sono una competitività e una mentalità incredibili, ma in Italia…ora non posso saperlo, ma ai miei tempi sentivo ogni domenica la grandezza della sfida a livello tattico. Allenatori bravi, squadre molto bene organizzate soprattutto dal punto di vista difensivo, in serie A ho sempre avuto la sensazione di dover superare grandissime difficoltà per vincere”.