(AdnKronos) – (Adnkronos) – La dinamica percentuale delle esportazioni non energetiche verso il vicino paese nordafricano, tra il primo e il terzo trimestre 2014, per l’economia scaligera ha segnato ancora un dato positivo, ossia un aumento del 3,6%. “Purtroppo, è plausibile temere che questo dato sia destinato a colare a picco con gli sviluppi più drammatici degli ultimi mesi – sono le parole del Presidente di Confartigianato Verona -, con serie conseguenze per le imprese legate commercialmente con la Libia e i loro lavoratori”.
Non solo quello della provincia di Verona, ma l’intero export di made in Italy Veneto potrebbe subire gravi contraccolpi, tenuto conto oltre i due terzi delle esportazioni non energetiche verso la Libia provengono da cinque regioni italiane: Lombardia con il 23,3%, Veneto con 13,9%, Emilia-Romagna con 12,0%, Toscana con 9,5% e Campania con 9,4%.
Per quanto riguarda i dati nazionali, nel totale dei primi 11 mesi del 2014 il made in Italy verso la Libia vale 2.063 milioni e scende del 18,5% rispetto allo stesso periodo del 2013; in parallelo nello stesso periodo sono cadute del 47,6% le importazioni, prevalentemente energetiche.