Roma, 15 feb. (AdnKronos) – Scelta Civica è stata una delusione? ”Sì, ma non il risultato elettorale. Con il 10% ha impedito che l’Italia deragliasse”, assicura Mario Monti in una intervista al Corsera. Valeva la pena fare asse, come si disse, con ‘vecchi rottami’ come Casini e Fini? ”Sì, la critica più diffusa fu quella, loro, però, erano stati i più fedeli sostenitori del governo…”, risponde l’ex premier, che avverte: ”La delusione l’ho avuta sia da politici stagionati sia da tanti neofiti”.
Monti dice che, senza di lui, Silvio Berlusconi sarebbe al Quirinale. ”Probabile, ma non volevo fermare lui: volevo impedire che tutti i nostri sforzi fossero vanificati dalla vittoria di una delle due coalizioni dove nessuno avrebbe avuto il fegato di proseguire nel risanamento. Non volevo che l’Italia deragliasse e che di lì a pochi mesi arrivasse proprio la troika. Del resto c’è chi ha scritto che sarei stato il premier più di sinistra di sempre…”.
Monti difende il suo loden: ”Il loden! Alla fine era diventato una specie di simbolo spregevole. Cosa avrà mai, il loden! Finché, con l’elezione di Mattarella, c’è stato un revival. Anzi, una contrapposizione fra loden: il suo, positivo, e il mio, negativo. Un tweet diceva: Mattarella è così sobrio che porta i loden usati di Monti…” A Bruxelles no, il suo loden non è malvisto: ”Vado spesso perché presiedo la commissione per la riforma del bilancio Ue, che oggi ricorda un mercato delle vacche”.