(AdnKronos/Aki) – “Ho bussato a ogni porta – dice – mi sono rivolta o ogni funzionario, a ogni istituzione per i diritti umani. E’ stata solo una perdita di tempo”. A gennaio 2012, quando ancora era possibile spostarsi tra i due territori palestinesi, anche se con grandi difficoltĂ , Rashid era andato a Gaza con il padre, per chiedere ufficialmente la mano di Dalia ai suoi genitori.
Nonostante la breve distanza, Rashid aveva dovuto prendere un bus fino ad Amman, in Giordania, da lì un aereo fino al Cairo, in Egitto, e poi una lunga corsa in taxi fino al confine con Gaza. Scambiatisi una promessa ufficiale di matrimonio, i due hanno avuto il tempo di scattare una foto insieme, che Dalia conserva gelosamente sul cellulare, prima di dividersi.
Le promesse di tanti funzionari e le numerose bustarelle pagate non sono state sufficienti a farli incontrare di nuovo e a permettere alla coppia di sposarsi e cominciare una vita insieme in Cisgiordania. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, sono tanti i palestinesi che si trovano nella stessa situazione. Coppie separate, ma anche genitori che non riescono a rivedere i figli, o figli che non riescono neanche a partecipare ai funerali dei genitori.