Milano, 12 feb. (AdnKronos) – La Commissione ‘Attività Produttive e occupazione’ della Regione Lombardia condivide le valutazioni e le posizioni critiche dei sindacati nei confronti del piano di Poste italiane che prevede la chiusura di 65 uffici postali e la riduzione di giorni di apertura al pubblico di altri 120 uffici in Lombardia. Lo riferisce la Cgil dopo l’audizione delle parti sociali, Cgil, Cisl e Uil.
Posizioni critiche, in primo luogo, “perché si basa su criteri di economicità che non tengono sufficientemente conto delle esigenze del territorio e dei suoi abitanti”. Gli interventi infatti “riguardano piccoli paesi, frazioni, in zone montane e morfologiche con una popolazione anziana e già disagiata per le carenze dei servizi, dalla sanità ai trasporti. E, quindi, in questo senso viene meno il ruolo di Servizio Pubblico Universale che Poste dovrebbe garantire”.
In secondo luogo, le critiche arrivano perché il piano “aggrava ulteriormente le carenze strutturali di organico che da tempo denunciamo”. Infine perché, “nonostante le indicazioni di Agcom le Amministrazioni Comunali non sono state adeguatamente coinvolte”. La Commissione si è impegnata a sottoscrivere una risoluzione da proporre nella prossima seduta del Consiglio Regionale che recepisca quanto discusso e condiviso dell’audizione con l’obiettivo di costruire le condizioni perché si possa modificare il progetto aziendale.