Roma, 10 feb. (AdnKronos) – “Lo Stato sapeva e ha tradito gli italiani, lasciandoli morire nelle foibe, un dramma censurato per cinquant’anni. Oggi è venuto il momento di dare ai familiari degli esuli, colpiti al cuore e nei loro beni, i risarcimenti che il Paese deve loro”. Lo ha detto in aula il capogruppo leghista Massimiliano Fedriga, che questa mattina ha chiesto un momento di riflessione nella giornata del ricordo.
“Diecimila persone uccise e 350mila esuli – ha sottolineato il capogruppo del Carroccio – pesano oggi sulla coscienza storica del Paese e ancora qualcuno, nelle frange dell’estrema sinistra, censura la piena responsabilità del comunismo titino. Ferruccio Parri e Alcide de Gasperi denunciarono la scomparsa di migliaia di connazionali, ma lo Stato, all’epoca, non fece niente per impedire il massacro”.
“Un reduce, Piero Tarticchio, ci dice chiaramente che la ferocia comunista titina si accanì contro i cittadini comuni e che i treni degli esuli venivano presi a sassate da certi ferrovieri dell’epoca. ‘Noi scappavamo via dal regime comunista di Tito che veniva visto allora come un ‘paradiso’ – scrive Tarticchio – Per cui la parte ‘rossa’ dell’Italia ci considerava dei fascisti reazionari’. Oggi il governo ha il dovere di ridare dignità al ricordo, di scusarsi e di risarcire le popolazioni all’epoca tradite e consegnate ai massacri dell’estremismo comunista”, ha concluso.