Roma, 9 feb. (AdnKronos) – “Condividiamo l’obiettivo di una riforma che rilanci i porti e la logistica. È già ottimo parlarne come argomenti connessi. Condividiamo invece parzialmente il metodo per l’esclusione del sindacato dal comitato degli esperti”. Ad affermarlo Giovanni Luciano, segretario generale della Fit-Cisl, a margine dei lavori degli Stati Generali della Portualità e della Logistica.
“Nel merito non abbiamo molta materia per esprimerci compiutamente, vista la genericità del testo. Pensiamo – dice Luciano – che la riforma non sia da confondere con la mera riduzione o trasformazione delle autorità portuali, ma deve essere qualcosa di più organico e deve puntare a una maggiore efficienza. Una sola annotazione: occorre ridurre il problema dei dragaggi, vista la stringente normativa ambientale che li riguarda”.
“Occorre risolvere veramente il problema dei colli di bottiglia dei collegamenti ferroviari. Quello che però ci preoccupa di più – evidenzia Luciano – è il rischio di importazione nel porto del degrado sociale che si è prodotto ed è presente negli interporti e nei magazzini della logistica. In questo senso è il porto che deve andare verso l’interporto e non viceversa. Chiediamo di essere coinvolti nei gruppi di lavoro per dire la nostra in modo costruttivo e vogliamo essere vigili sui rischi di destrutturazione delle regole del lavoro nei porti italiani.”