Napoli, 9 feb. (AdnKronos) – I due figli utilizzati come complici per la realizzazione di una rapina all’ufficio postale, con il più piccolo che addirittura aprì la porta antipanico per permettere l’ingresso dei rapinatori. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri di Giugliano (Napoli) che hanno ricostruito la dinamica della rapina commessa nel dicembre 2012 ai danni di un ufficio postale di Melito, dove tre persone armate si fecero consegnare dai dipendenti circa 2mila euro. Una donna è stata posta agli arresti domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura partenopea: l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area ha consentito di individuare la sua attiva partecipazione alla rapina. In particolare la donna si è introdotta nell’ufficio postale accompagnata da tre minori, due dei quali suoi figli, simulando di dover compiere una normale operazione, in realtà attendendo l’arrivo dei tre complici armati e mascherati. I rapinatori sono riusciti a entrare all’interno dell’ufficio postale attraverso la porta antipanico, aperta appositamente e al momento giusto dal figlio più piccolo sotto lo sguardo vigile della donna stessa. Infine le immagini hanno documentato la fuga contemporanea di tutti i responsabili mentre le successive investigazioni hanno anche consentito di trovare alcuni indumenti indossati dalla donna e da uno dei minori nel corso della rapina.