WASHINGTON – Dall'antirughe agli attentati terroristici. Esperti americani, scrive oggi il 'Washington Post', temono che fabbriche di Botox contraffatto possano servire ai terroristi per produrre il botulino, la tossina alla base del preparato antirughe che, allo stato puro, è uno dei più potenti veleni conosciuti.
L'ipotesi e' stata studiata da Kenneth Coleman e Raymond Zilinskas del James Martin Center for Nonproliferation Studies. Secondo i due scienziati, un esperto con un master in biologia ed un equipaggiamento dal valore di 2mila dollari puo' produrre un grammo di botulino puro in grado di uccidere migliaia di persone. Un fatto inquietante se si pensa sia al proliferare di fabbriche di Botox contraffatto che al desiderio di al Qaeda di procurarsi il botulino.
Va inoltre ricordato che il movimento libanese Hezbollah e altri gruppi hanno comprato e venduto in passato farmaci contraffati per finanziarsi. Il boom del falso Botox potrebbe creare una convergenza d'interessi. "E' l'unica attivita' redditizia per terroristi che potrebbe potenzialmente portare ad un'arma di distruzione di massa", afferma Coleman.
Il Botox non e' di per se' pericoloso. L'ammontare di botulino contenuto in una fiala e' tale che ce ne vorrebbero centinaia, al costo di 400 dollari l'una, per uccidere una sola perona. Diverso e' il caso del botulino puro, una tossina cosi' letale che almeno tre Paesi – Stati Uniti, l'allora Urss e l'Iraq – lo hanno studiata per un possibile uso come possibile arma biologica. Ma il progetto e' stato abbandonato perche' il botulino si degrada con il calore e quindi non puo' essere usato in missili o bombe.
Un manuale di al Qaeda rinvenuto nel 2001 propone tuttavia l'uso di questa tossina per avvelenare cibi o acqua. E la setta giapponese Aum Shinrikyo, la stessa che sparse gas 'sarin' nella metropolitana di Tokio nel marzo 1995, tento' senza successo di trasformare il botulino in un letale aerosol.
I timori degli esperti antiterrorismo si rivolgono ora verso i produttori di Botox contraffatto. Nel 2006, ad esempio, un misterioso commerciante di nome Rakhman ha inondato il mercato di San Pietroburgo di fiale di botox a prezzi stracciati che diceva di procurarasi in Cecenia. Ma la misteriosa fonte del falso preparato antirughe non e' mai stata trovata dagli inquirenti russi che hanno fermato i traffici di Rakhman. Secondo Coleman e Zilinskas, la maggior parte del falso Botox venduto su Internet viene dalla Cina. Tuttavia molti indirizzi cinesi dei venditori risultano poi inesistenti.
Articlolo scritto da: Adnkronos