Barcellona, 2 feb. (AdnKronos/Dpa) – Lo spagnolo Xavi Hernandez è passato dall’essere un simbolo del Barcellona e della nazionale spagnola, le due squadre che hanno dominato il panorama calcistico mondiale negli ultimi anni, ad occupare un ruolo di secondo piano nel club catalano. Il capitano del Barca è stato relegato in panchina l’ultimo mese e la partita di domenica è stato un riflesso della sua nuova realtà. La squadra ha vinto l’ottava partita consecutiva, battendo 3-2 il Villarreal, senza contare su di lui per un solo minuto.
Il tecnico, Luis Enrique, ha preferito una promessa emergente come Rafinha, invece di Xavi, che è stato titolare il 4 gennaio nella sconfitta del Barca per 1- con la Real Sociedad. Quello è stato il punto di svolta, sia per il centrocampista che per la squadra, che ha reagito con rabbia alla minaccia di disastro. Luis Enrique ha rinunciato alla sua criticata politica di rotazione per convertirsi ad una formazione più o meno fissa, nella quale non ha trovato posto Xavi.
Durante le otto vittorie consecutive dopo quel ko, Xavi è tornato a giocare da titolare solo nel trionfo per 6-0 contro l’Elche nella Liga e pochi minuti in Coppa del Re contro l’Atletico Madrid, sfida vinta dal Barca per 1-0.