Roma, 29 gen. (AdnKronos) – Sportelli chiusi, ancora una volta in sciopero e ancora una volta in piazza. Domani i sindacati dei bancari mobilitano i lavoratori di categoria, a distanza di 15 mesi dall’ultimo sciopero nel settore. Le ragioni alla base della protesta di domani, promossa da Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Dircredito, Ugl Credito, Sinfub e Unisin, riguardano “il diritto al rinnovo del contratto nazionale di lavoro” e contro la decisione dell’associazione delle banche “di dare disdetta unilaterale e successiva disapplicazione dei contratti collettivi di lavoro dal primo aprile di quest’anno”.
I lavoratori del settore bancario, pari a circa 310 mila dopo un’emorragia di circa 70 mila lavoratori in meno dal 2000 a oggi, incroceranno le braccia dietro le parole ‘#sonobancario al servizio del paese’ e scenderanno in piazza nelle 4 manifestazioni promosse: a Milano, dove sarà presente il leader della Cgil, Susanna Camusso, e il segretario generale Fabi, Lando Sileoni; a Ravenna, città dove il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, è presidente della locale Cassa di Risparmio, dove interverrà il leader della Fisac Cgil, Agostino Megale, e il segretario confederale della Cisl, Piero Ragazzini; a Roma, alla presenza del leader della Fiba Cisl, Giulio Romani, e del segretario confederale della Uil, Domenico Proietti; e a Palermo dove ci sarà il leader della Uilca, Massimo Masi.
Positiva la valutazione sul lavoro di preparazione dello sciopero e sui certi risultati di domani. “Nelle assemblee che abbiamo svolto – afferma il leader della Fisac Cgil, Agostino Megale – in vista dello sciopero, abbiamo registrato un grandissimo consenso tra i lavoratori circa le nostre posizioni. Un riconoscimento che prefigura per domani una grande giornata di mobilitazione”.