(AdnKronos) – Le banche che soddisfano i requisiti patrimoniali al 31 dicembre 2014, ma che non hanno ancora attuato pienamente i rispettivi coefficienti (requisiti a gennaio 2019), sottolinea ancora la vigilanza bancaria della Bce, “dovrebbero distribuire i dividendi in modo altrettanto conservativo, ma solo nella misura in cui sia garantito il percorso verso la piena attuazione dei coefficienti richiesti”. Le banche che a seguito della valutazione approfondita del 2014 hanno registrato una carenza patrimoniale residua o l’inosservanza dei requisiti patrimoniali “non dovrebbero in linea di principio distribuire dividendi”.
Le banche che ricorrano a politiche di distribuzione dei dividendi non in linea con la raccomandazione della Bce, si legge ancora, “sono tenute a fornire informazioni aggiuntive e motivazioni dettagliate, unitamente ai programmi attraverso i quali intendano conseguire la piena attuazione dei propri coefficienti”. La vigilanza bancaria della Bce valuterà “la documentazione pervenuta e, se necessario, adotterà decisioni sui singoli casi nell’ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process, SREP), cosiddette ‘decisioni dello SREP'”.
A latere, la Bce ha comunicato alle banche l’avvio di un’analisi approfondita sulla politica in merito alla remunerazione variabile. Nel corso di tale valutazione, la Bce terrà conto della situazione patrimoniale degli enti creditizi poiché la remunerazione variabile dovrebbe essere coerente con la capacità della banca di detenere una solida base di capitale.