Roma, 28 gen. (AdnKronos) – Tutti i lavoratori che beneficiano di un sostegno al reddito, dalla cassa integrazione all’indennità di disoccupazione, potranno “volontariamente”, dal febbraio prossimo, svolgere un lavoro di utilità sociale in favore della propria comunità di appartenenza.
Entra nel vivo, così, con la registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto ministeriale ad hoc, quanto previsto nel 2014 dal dl semplificazione con cui il governo avvia, di fatto, la prima forma di politica attiva sul lavoro che prevede una sorta di ‘scambio’ tra il sostegno devolto al lavoratore e la ‘restituzione’ fornita sotto forma di attività sociale.
Il ”neo-lavoratore’, infatti, non verrà retribuito ma soltanto ‘assicurato’ dall’Inail. I fondi previsti allo scopo già sono stati stanziati: 4,9 mln nel 2015 e altrettanti nel 2016 con cui assicurare annualmente l’apporto di circa 18 mila persone l’anno per un totale di 4,9 milioni di giornate di lavoro. Ed oggi il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, unitamente all’Anci, ha firmato un Protocollo d’intesa con il Forum nazionale del terzo settore per l’attuazione di iniziative sperimentali finalizzate ad ampliare la rete di iniziative con cui sviluppare questa forma di volontariato. (segue)